Giulio Frigo, Vicenza, 2011

Nella loro bellezza e imponenza, le Ville Palladiane che costellano il territorio della campagna veneta hanno un aspetto inquietante e metafisico. Rimangono immobili in un paesaggio che continua a cambiare tutto intorno. Come meteoriti provenienti da un altrove temporale, testimoniano di altre epoche in cui esistevano altri modi pensare, altre credenze. Questi edifici sono la realizzazione concreta di un’idea che è tutta contenuta nella pianta architettonica, e di cui la stessa pianta è la visualizzazione.

 

Curriculum vitae

Giulio Frigo è nato ad Arzignano, Vicenza, nel 1984.

Vive e lavora a Milano e Berlino.

Il lavoro di Giulio Frigo è strettamente connesso agli interrogativi che nascono spontanei dalla semplice esperienza di esistere. Il suo tentativo è quello di evocare quella vertigine, quel senso di apertura che quotidianamente ci affascina e insieme ci spaventa, ma nel quale troviamo lo spazio necessario per “pensare altrimenti”. Frigo Guarda la contemporaneità attraverso il filtro di una prospettiva filosofica e metafisica, conservando però un’attitudine stupita e meravigliata per ciò che solitamente è dato per scontato. Da qui la sua preferenza per una formalizzazione asciutta e minimale, di per sé meno legata alla contingenza e più vicina a evocare un senso di universalità.

 

Mostre personali (selezione)

  • 2010
    • IMPERSONALE, Via Farini DOCVA, Milano

 

Mostre collettive (selezione)

  • 2010
    • Opera 2009, artisti dagli Altelier della Fondazione Bevilacqua La Masa, Via Farini DOCVA, Milano
    • COMETA ROSSA, Fluxia Gallery, Milan
  • 2009
    • Talenti emergenti 2009, CCCS Strozzina, Palazzo strozzi, Firenze
    • Let’s forget about today until tomorrow, Brown Project space, Milano
    • SENZA RETE, Complesso monumentale di S.Spirito in Sassia, Roma
    • NON VOLTARTI ADESSO, Galleria d’Arte Moderna Ca’Pesaro, Venezia